Blog

30 aprile 2016

LE 10 CAUSE DEL FALLIMENTO

fallimentoLa maggior parte delle persone non è consapevole delle proprie qualità. Alcuni si ritengono Dei e si scontrano con la dura realtà, altri si ritengono nullità e impediscono a se stessi di sbocciare. Molto spesso le persone non sono minimamente consapevoli delle proprie caratteristiche, che se sfruttate adeguatamente, potrebbero essere lo strumento verso il successo.


Nei corsi di crescita personale viene spesso passata l’idea che gli errori sono stimolanti e permettono di avanzare più rapidamente verso la meta. Fandonie. Gli esseri umani non imparano dai propri errori.
Una delle frasi più sentite è: “Non capisco perché ogni volta ci ricasco!”.
L’unico modo per evitare il reiterarsi di comportamenti disfunzionali, è trovare un qualcuno che ci indichi come agire diversamente, o acquisendo nuove competenze di pensiero e azione.

Di seguito vi presento i 10 motivi che conducono al fallimento e sono certo che i più riconosceranno i propri schemi di comportamento.
Riconoscerli aiuta a disinnescarli.
Prima di iniziare l’elenco, è bene sottolineare due importanti premesse:

  • Non vi sono alternative. Se non si compie tale operazione, le seguenti abitudini di reazione, vi riporteranno a fallire ed a soffrire.
  • Dipenderà solo da te. Nessuno potrà rendere la tua strada semplice e lastricata d’oro: solo tu ed il tuo lavoro.

Ecco quindi i 10 motivi che portano al fallimento.
SE LI CONOSCI LI EVITI!

  1. Lo Scaricabarile: chi non ha almeno una volta nella vita dato la colpa a qualcuno o qualcosa che non fossimo noi? È un comportamento normale nell’età infantile, poiché si pensa che sbagliare equivalga a non essere meritevoli d’amore. Spesso di attribuisce il successo o l’insuccesso al fato o alla sorte, come se fossero delle divinità che decidono di interferire nella nostra vita. I pochi che raggiungono grandi obiettivi sono coloro che hanno il coraggio di chiedersi “cosa va migliorato in me per non ricascare in questa situazione?”. Invece di solito, il bambino da la colpa al fratello, lo studente dice che è l’insegnante ad avercela con lui, l’impiegato dà la colpa al titolare che non lo sa valorizzare e il coniuge dà la colpa al partner che non da le giuste attenzioni. Se il pensiero è rivolto alla ricerca di “chi mi sta fregando” non potrà concentrarsi su “come posso diventare migliore?”.
  2. Il Mea Culpa: è esattamente l’opposto del punto 1. Del resto chi non ha mai pensato a frasi tipo “Come sono stato ingenuo”, “Non ne faccio una giusta”, “Perché dico sempre la cosa sbagliata?”, “È sempre e solo colpa mia”. Il problema è che con questi pensieri, non si affrontano i problemi poiché si ritiene di avere un problema congenito. “Purtroppo, ma sono fatto così! Non posso farci nulla”. Anche in questo caso non si può superare le difficoltà ed i problemi perché è inutile darsi da fare se l’insuccesso è insito nei nostri cromosomi. Quando ci si specializza nell’addossarsi le responsabilità si impara a stare immersi nel senso di colpa e si trascorre il tempo battendosi il pugno sul petto, peccato che le mani impegnate a fare questo, non possono essere impiegate in altre occupazioni più utili.
  3. Assenza di Obiettivi: se non so cosa voglio ottenere come faccio a darmi da fare per riuscirci? Non credo che le persone siano senza mete, ma sono certo che la maggior parte delle persone insegue mete da poco per non correre il rischio della delusione. Altri non sono consapevoli degli obiettivi, e quindi non si accorgono delle opportunità che la vita presenta loro. Altri ancora, non sapendo a cosa mirare, inseguono ogni oggetto in movimento, disperdendo le proprie energie. Infine ci sono coloro che attendono che un evento eclatante dia finalmente una decisiva svolta alla propria vita in una qualche direzione, e in attesa di non si sa bene cosa respingono tutto il resto. Decidi cosa vuoi e cosa è importante per te e vai dritto in quella direzione.
  4. Gli Obiettivi non Obiettivi: alcuni si impegnano duramente nel raggiungere una meta che in realtà è una meta di altri, e una volta conquistata, non ne possono trarre alcuna soddisfazione. In alcuni casi sono i desideri e le speranze dei genitori o del partner, altre volte sono dettate dalla società o dalla cultura nella quale si è cresciuti. Il denaro, la fama, la gloria e il potere, sono per la maggior parte delle persone dei falsi obiettivi, tanto che, una volta conseguiti, ci si accorge di ritrovarsi in una insoddisfacente solitudine e vuoto interiore. Attenzione! Non sto demonizzando il denaro, ma è bene sottolineare che è un obiettivo che interesserebbe molte meno persone se fossero più libere dalle pressioni culturali.
  5. La Pigrizia: l’essere umano è creato e strutturato per risparmiare l’energia. Di fronte alla scelta di fare molta o poca fatica, chi non sceglierebbe, potendo, di fare poca fatica? Ma la via più breve non è quella che conduce al successo. La gioia della conquista è insita nella difficoltà a raggiungere l’obiettivo. Tanto più è complicato, difficoltoso, irto di ostacoli e tanto più ci sentiremo gratificati, appagati e soddisfatti dalla sua realizzazione. Quando si raggiungono dei risultati senza un impegno serio e finalizzato, è facile attribuire gli esiti positivi alla semplice fortuna. La via più rapida può portare solo a successi occasionali e momentanei.
  6. L’ingarbugliamento: sono gli opposti del punto 5; quelle persone che riescono a complicare ogni situazione della vita. I grandi risultati si ottengono anche grazie alla semplicità e i “complicatori” si attorcigliano su se stessi senza avanzare mai di un passo verso gli obiettivi e, quelle poche volte che vi si avvicinano, riescono a determinare un allontanamento subito dopo.
  7. L’approssimazione: una delle caratteristiche della PNL che di più apprezzo, è il saper individuare i particolari che determinano la differenza. Generalmente tutti i professionisti lavorano più o meno allo stesso modo, ma non hanno gli stessi risultati e la differenza è in quel “più o meno”. Un pizzico di sale in più o in meno determina alla fine la differenza tra un piatto stellato ed uno da principianti, il correggere quel piccolissimo gesto tecnico determina la differenza, una volta in campo, tra la vittoria e la sconfitta. Chi afferma che il venditore più prolifico sia solo fortunato, è perché non vuole iniziare a fare tutto ciò che il Best Seller fa. I grandi risultati sono ottenuti da coloro che sono disposti a fare ciò che la gente comune tende a evitare. Peccato che sono questi piccolissimi mattoncini a permettere di costruire meravigliose cattedrali. Ricorda: i dettagli sono le postille del successo.
  8. L’arrendevolezza: come disse Elihu Root: “Gli uomini in genere non falliscono, è che non ci provano più”. Certo, è importante e fondamentale avere la capacità di valutare i risultati per comprendere se è necessario apportare delle modifiche, ma è altrettanto indispensabile non mollare. Se voglio andare a Sidney, potrò scoprire e verificare che l’idea di effettuare il lungo viaggio a piedi è controproducente e questo mi permetterà di valutare delle alternative, potrò decidere per l’automobile, e se mi accorgo che non è ancora il mezzo più idoneo cambierò ancora, prendendo il treno e se ancora non è il mezzo appropriato, posso arrendermi, oppure proseguire con altre scelte e tentativi prendendo la nave o l’aereo. Chi si arrende è già sconfitto e non arriverà mai alla meta, gli altri sono sempre in gara. Una delle frasi che mi dissero la prima volta che camminai sui carboni ardenti fu: “Una volta che inizi il percorso sul tappeto di carboni, è stupido arrivare a metà e, per paura di proseguire, tornare indietro arrendendosi…”.
  9. Il Passato: i ricordi per molti sono una zavorra insostenibile. Viriginia Satir, una delle persone che ha permesso la nascita della PNL, ha affermato: “La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che fa la differenza”. Già, perché ciò che è stato è stato, è come reagirai che farà la differenza. Non si può eliminare i ricordi del passato, ma possiamo imparare a guardarli in faccia con un diverso stato d’animo. Non sappiamo i problemi che dovremo affrontare e che ci potrebbero causare sofferenza, ma conosciamo bene quelli del passato, ci sono famigliari, al punto che alcuni preferiscono rimanervi invischiati perché ritengono più semplice e meno pericoloso, convivere con un dolore noto piuttosto che andare verso l’ignoto; ma il successo è proprio lì, verso il domani.
  10. Il Successo: sembra incredibile ma uno dei più grandi ostacoli al successo è il successo stesso. Come sanno tutti i personaggi dello spettacolo, è molto più semplice andare alla vetta che restarvi. Il successo è come una meravigliosa donna, estremamente seducente e volubile; quando credi di averla catturata e smetti di corteggiarla e curarti di lei, ecco che si allontana perdendola inesorabilmente.

 

Il successo non è un fine, è una conseguenza.

Se agirai legato alle 10 zavorre che impediscono il successo, la conseguenza sarà l’insuccesso; se saprai acquisire nuove abitudini, il successo sarà il tuo destino.

Quali di queste strategie ti sei accorto di mettere in atto?

 

Fabio Salomoni

NLP Trainer

 

CRESCITA PERSONALE , ,
One Comment
  1. […] questo atteggiamento è uno dei blocchi verso il successo come ho già spiegato nell’articolo “Le 10 cause del fallimento”. NON PUOI EVITARE IL CAMBIAMENTO Uno dei passaggi fondamentali della maggior parte dei corsi di […]

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi. Navigando su questo sito accetti l’utilizzo dei cookie. INFORMAZIONI

Le impostazioni dei cookie su questo sito sono impostate per "permettere i cookie" ed offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile.
Per maggiori informazioni puoi leggere la nostra Privacy Policy.
Se continui a utilizzare questo sito web senza cambiare le impostazioni dei cookie o si fa clic su "ACCETTO", darai il tuo consenso.

Chiudi